carcinoma lobulare infiltrante

Carcinoma lobulare infiltrante

Il carcinoma lobulare infiltrante o invasivo (ILC) è un tumore maligno della mammella e costituisce il 10-15% di tutte le nuove diagnosi di tumore al seno nelle donne adulte, risultando il secondo per frequenza dopo il carcinoma duttale invasivo.

Carcinoma lobulare infiltrante, cos’è e dove si forma

L’ILC ha origine nei lobuli, la porzione della ghiandola mammaria dove si produce il latte.

Rispetto al carcinoma lobulare in situ ha superato la parete della ghiandola e ha acquisito il potenziale per diffondersi in altre parti del corpo attraverso il flusso sanguigno e i vasi linfatici.

l carcinoma lobulare infiltrante è caratterizzato dal fatto che le cellule invadono lo stroma in filiere sottili, unicellulari (a fila indiana), spesso disponendosi concentricamente intorno alle strutture duttali o lobulari.

Il termine “Infiltrante” o “invasivo” indica che il tumore ha la capacità di penetrare nei tessuti circostanti, diffondendosi al di fuori dei lobuli in cui si è originato.

Rispetto al carcinoma duttale, ha una maggiore probabilità di colpire entrambi i seni.

Tipologie di carcinoma lobulare infiltrante

La caratteristica peculiare del carcinoma lobulare invasivo è la presenza di cellule tumorali con scarsa coesione tra loro, che spesso assumono l’aspetto di cellule ad anello con castone.

Esistono comunque altre varianti come il carcinoma lobulare invasivo a crescita solida, alveolare o pleomorfa.

Nelle varianti solida e alveolare, le cellule sono poco coese come la variante classica, ma tendono a raggrupparsi rispettivamente in lamine o nidi di cellule.

La variante pleomorfa invece si differenzia per una maggiore variabilità di forma e dimensioni delle cellule che costituiscono la massa tumorale.

tipologie di carcinoma lobulare infiltrante

Sintomi

Nelle sue prime fasi, il carcinoma lobulare invasivo può non causare segni e sintomi. Man mano che cresce, il carcinoma lobulare invasivo può causare:

  • Un’area di ispessimento in una parte del seno;
  • Una nuova area di pienezza o gonfiore nel seno;
  • Un cambiamento nella consistenza o nell’aspetto della pelle sopra il seno, come fossette o ispessimento;
  • Un capezzolo appena invertito.

Il carcinoma lobulare infiltrante ha meno probabilità rispetto ad altre forme di cancro al seno di causare un nodulo mammario solido o distinto.

Diff­erenza tra carcinoma lobulare in situ e infiltrante

Il carcinoma lobulare in situ e il carcinoma lobulare infiltrante condividono lo stesso nome in quanto entrambi originano a livello dei lobuli della mammella.

Tuttavia solo il carcinoma lobulare infiltrante ha la capacità di diffondersi ai linfonodi e agli altri organi, formando le metastasi.

differenza tra carcinoma lobulare in situ e lobulare infiltrante

Diagnosi

La diagnosi di carcinoma lobulare infiltrante non è semplice e rappresenta una sfida per il radiologo: i sintomi sono spesso vaghi e anche lo screening mammografico non sempre consente di individuarlo precocemente.

A causa del suo modello di crescita (che è coeso e non riesce a formare una massa distinta), della sua bassa probabilità di produrre calcificazioni e della bassa opacità, spesso non è evidente radiologicamente ed è anche difficile da identificare clinicamente.

Pertanto, la diagnosi precoce di ILC mediante esame fisico o mammografia può essere difficile e la malattia localmente avanzata non è rara.

Come esame di primo livello si esegue la mammografia o la tomosintesi mammaria, che può essere associata a un’ecografia del seno e delle ascelle, per valutare il coinvolgimento di linfonodi.

La conferma della diagnosi avviene in seguito a una biopsia mammaria, in cui si preleva un piccolo campione di tessuto mammario, che consente di analizzare la lesione al microscopio e definire le sue caratteristiche istologiche.

Poichè il carcinoma lobulare invasivo si presenta spesso multicentrico e multifocale, la mammografia può sottostimare la reale estensione del tumore, per cui spesso si richiede l’esecuzione di una risonanza magnetica mammaria per stadiare correttamente la malattia e programmare il miglior trattamento.

All’esame istologico, per differenziarlo dal carcinoma duttale, si valuta l’espressione della E-caderina, una proteina di adesione delle cellule, che risulta negativa nel caso di carcinoma lobulare.

La E-caderina, venendo a mancare, favorisce una disgregazione della massa neoplastica, le cui cellule, potranno individualmente (o in piccoli ammassi), infiltrare i tessuti circostanti, diffondendo facilmente le metastasi.

Non dimenticare l’importanza della diagnosi precoce

La diagnosi precoce consente di scoprire il cancro al seno nella fase iniziale, quando è possibile intervenire con la massima efficacia e con trattamenti meno invasivi.

Stadiazione e grado di aggressività

Lo stadio del carcinoma lobulare invasivo è una fotografia del grado di estensione del tumore e consente di stabilire la prognosi e il trattamento più efficace per la paziente.

La stadiazione del tumore mammario è definita con un numero su una scala da I a IV.

Gli stadi I, II descrivono tumori in fase iniziale, lo stadio III tumori localmente avanzati mentre lo stadio IV indica il coinvolgimento di organi a distanza (metastasi) come le ossa o il fegato.

Il grado di invasività è un altro parametro prognostico e un valore da G1 (basso grado) a G3 (alto grado) sulla base delle anomalie cellulari visibili al microscopio, al tasso di proliferazione e ad altri elementi come la necrosi tumorale.

Gli esami per valutare stadiazione e grading tumorale

La stadiazione di un tumore alla mammella si attribuisce sulla base dei risultati dell’esame obiettivo, dell’imaging e dell’esame istologico, che valutano nel complesso questi 3 parametri: estensione locale (T), coinvolgimento dei linfonodi regionali (N) e metastasi a distanza (M).

L’esame del linfonodo sentinella (linfoscintigrafia) ed eventualmente di altri linfonodi ascellari viene utilizzato per valutare il parametro N (invasione linfonodale).

La presenza di metastasi può essere evidenziata da esami di imaging specifici come la TC, la RM mammaria o la scintigrafia ossea, sulla base del sospetto clinico.

Terapia del carcinoma lobulare infiltrante

L’ILC è tipicamente un cancro a crescita lenta, per cui si ha più tempo per prendere decisioni in merito alle cure più appropriate.

Le opzioni di trattamento per il carcinoma lobulare invasivo dipendono dall’aggressività del tumore, dal suo stadio, dalla salute generale e dalle preferenze della paziente.

In genere il piano terapeutico comprende l’insieme di diverse terapie oncologiche.

Chirurgia mammaria

Il primo passo è in genere rappresentato dalla chirurgia mammaria che, in base alle caratteristiche del tumore e alle condizioni della paziente, potrà essere di tipo conservativo (nodulectomia), con la rimozione del tumore e una porzione variabile di tessuto mammario, o demolitivo (mastectomia), con l’asportazione completa della mammella, che potrà comunque essere ricostruita durante o dopo l’intervento.

Biopsia del linfonodo sentinella

Prima dell’intervento chirurgico, per determinare se il cancro si è diffuso al linfonodo più vicino, il chirurgo eseguirà la biopsia del linfonodo sentinella o linfoscintigrafia, una procedura diagnostica che permette di ottenere importanti informazioni riguardo la diffusione della neoplasia.

Se il linfonodo sentinella risulterà negativo, la possibilità che i linfonodi rimanenti siano infetti sarà nulla e non sarà necessario rimuoverne altri.

Se il linfonodo sentinella risulterà positivo, il chirurgo dovrà eseguire la dissezione dei linfonodi ascellari, la linfoadenectomia.

Sapere se il cancro si è diffuso ai linfonodi aiuta a determinare il miglior percorso di cura.

Terapia ormonale

La terapia ormonale o endocrina è spesso usata per trattare i tumori al seno sensibili agli ormoni.

La maggior parte dei carcinomi lobulari invasivi sono positivi ai recettori ormonali (estrogeni e progesterone), il che significa che usano gli ormoni per crescere.

L’ormonoterapia può essere utilizzata prima o dopo l’intervento chirurgico e ha lo scopo di rendere più difficile o bloccare la crescita delle cellule tumorali.

I trattamenti che possono essere utilizzati nella terapia endocrina includono:

  • Farmaci che impediscono agli ormoni di legarsi alle cellule tumorali (modulatori selettivi del recettore degli estrogeni);
  • Farmaci che impediscono al corpo di produrre estrogeni dopo la menopausa (inibitori dell’aromatasi);
  • Chirurgia o farmaci per fermare la produzione di ormoni nelle ovaie.

Radioterapia

La radioterapia utilizza energia ad alta potenza, come raggi X e protoni, per eliminare eventuali focolai di cellule tumorali rimasti dopo l’intervento. Può essere raccomandata sia dopo una nodulectomia che dopo una mastectomia.

Chemioterapia

La chemioterapia utilizza farmaci specifici per uccidere le cellule tumorali.

In caso di carcinoma lobulare invasivo, può essere utilizzata sia prima dell’intervento chirurgico (chemioterapia neoadiuvante) per ridurre un tumore di grandi dimensioni, sia dopo l’intervento (chemioterapia adiuvante) per uccidere tutte le cellule tumorali residue.

Carcinoma lobulare infiltrante e aspettativa di vita

La maggior parte delle donne con diagnosi di cancro alla mammella limitato al seno hanno un’aspettativa di vita normale (sopravvivenza a 5 anni praticamente del 100%), quelle con malattia regionale hanno un tasso di sopravvivenza a 5 anni del 93%, mentre le donne con metastasi all’esordio hanno una prognosi infausta (sopravvivenza a 5 anni circa del 22%).

Recidiva

Le donne con un precedente carcinoma lobulare invasivo sono esposte per diversi anni a un maggior rischio di sviluppare una recidiva di tumore al seno, ovvero la ricomparsa della malattia nella stessa mammella e aree circostanti.

Per questo motivo è importante eseguire un monitoraggio periodico anche a distanza di anni, per identificare in tempo l’eventuale comparsa di un nuovo tumore.

FAQ – LE RISPOSTE ALLE DOMANDE DELLE DONNE

Dal carcinoma lobulare infiltrante si guarisce?

Il termine “multifocale” indica che sono presenti diverse aree di cancro all’interno dello stesso quadrante della mammella, “multicentrico” significa che più focolai sono presenti in più quadranti e/o in entrambe le mammelle.

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Le informazioni contenute in questa pagina sono solo a scopo informativo e non possono assolutamente sostituire il parere del medico.


Autore: Dr. Marco Cantele

Bibliografia

Limaiem F, Khan M, Lotfollahzadeh S. Lobular Breast Carcinoma. 2023 Jan 1. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2023 Jan–. PMID: 32119465.

Ultima modifica 21 Luglio 2023