quadrantectomia per il tumore al seno

Quadrantectomia

La quadrantectomia è una tecnica chirurgica conservativa per il trattamento delle neoplasie mammarie che consiste nell’escissione di un quadrante di mammella.

Risulta più invasivo della sola asportazione del nodulo tumorale (nodulectomia), ma nei casi idonei permette di evitare la demolizione completa della mammella (mastectomia).

La scelta dell’approccio migliore tuttavia va affrontato insieme a un team multidisciplinare composto da chirurgo plastico, radioterapista, oncologo, radiologo, anatomopatologo e psicologo.

In cosa consiste la quadrantectomia

La quadrantectomia viene denominata anche escissione segmentale e prevede l’asportazione della lesione tumorale insieme a una quota di tessuto sano circostante.

L’area asportata corrisponde a un quarto di seno. Nei casi idonei, consente di ottenere un ottimo risultato dal punto di vista estetico garantendo comunque il trattamento migliore per la tipologia di tumore.

In quali casi di tumore è indicata la quadrantectomia

La quadrantectomia è indicata nel caso il tumore sia in stadio iniziale, di piccole dimensioni (generalmente inferiore ai 3cm) e limitato ad un quadrante mammario.

Inoltre la paziente deve presentare una quantità sufficiente di ghiandola mammaria per permettere un buon rimodellamento.

Come si esegue l’intervento di quadrantectomia

L’intervento inizia con un’incisione cutanea e la regione asportata varia in base alla localizzazione del tumore all’interno del seno.

La mammella può essere idealmente suddivisa in quattro quadranti, divisi da due linee perpendicolari che si intersecano a livello del capezzolo: quadrante superiore esterno (Q1), quadrante superiore interno (Q2), quadrante inferiore esterno (Q3) e quadrante inferiore interno (Q4). Il complesso areola-capezzolo prende il nome di Q5. In alcuni casi possono essere rimossi dei linfonodi ascellari per una biopsia.

Dopo una quadrantectomia, il seno apparirà più piccolo e potrà presentare un avvallamento a livello della porzione di tessuto rimossa.

Sfruttando tecniche di oncoplastica è possibile combinare l’asportazione del tumore con la chirurgia plastica, riducendo la possibilità di formazione di un avvallamento visibile e ripristinando la forma e la simmetria originale del seno.

Ricostruzione mammaria dopo l’asportazione del tumore

La ricostruzione mammaria rappresenta una vera e propria parte integrante del trattamento del tumore al seno in quanto può aiutare la convalescenza della paziente dal punto di vista psicologico.

Le tecniche maggiormente utilizzate sono quelle che prevedono l’utilizzo di protesi mammarie e quelle basate sul trasferimento di tessuto autologo muscolare e cutaneo (cioè prelevato dalla stessa paziente).

La scelta della tecnica chirurgica avviene in base alle caratteristiche fisiche della paziente e all’entità dell’intervento demolitivo eseguito.

La chirurgia ricostruttiva è immediata?

La chirurgia ricostruttiva può essere eseguita contemporaneamente alla fase demolitiva (ricostruzione immediata), oppure in differita dopo 6-12 mesi dall’intervento demolitivo.

La ricostruzione immediata consente di ottenere il miglior risultato dal punto di vista estetico, mentre la seconda possibilità è consigliata nel caso la paziente debba sottoporsi ad alte dosi di radioterapia o in mancanza di indicazione tecnica per una ricostruzione immediata.

Quanto dura la convalescenza

Il decorso post-operatorio di una quadrantectomia mammaria è solitamente semplice e ben tollerato. La degenza dura una notte per quadrantectomia semplice e due notti per un intervento che include la linfadenectomia ascellare.

Nei giorni successivi viene consigliato l’uso di un apposito reggiseno post-operatorio, che riduce la possibile formazione di ematomi o sieromi. Dopo 7-10 giorni dall’intervento si procede solitamente ad una medicazione per il controllo della ferita e la rimozione dei punti di sutura.

Terapie oncologiche associate

Le terapie oncologiche disponibili per il trattamento del tumore della mammella consistono in radioterapia, chemioterapia, terapia endocrina e terapia a bersaglio molecolare.

La scelta della terapia viene effettuata in base alle caratteristiche istologiche, alla stadiazione del tumore, al grado di differenziamento e alle caratteristiche molecolari, che lo rendono suscettibile a trattamenti mirati di tipo ormonale o a bersaglio molecolare.

Nel caso della quadrantectomia, per ridurre il rischio di recidive ed evitare la comparsa di un nuovo tumore, l’intervento è quasi sempre preceduto o seguito da un ciclo di radioterapia o di chemioterapia.

Recidive

La maggior parte delle donne dopo la diagnosi e il trattamento iniziale non mostra più problemi. In alcuni casi, tuttavia, la malattia può ripresentarsi a distanza di tempo.

La recidiva può essere locale, se ricompare nell’area del tumore iniziale; regionale, se si trova nella stessa regione di drenaggio linfatico del tumore originale; loco-regionale, una combinazione delle precedenti; metastatica, se compare in sedi distanti dal tumore originale.

Follow-up

Concluso il trattamento, l’oncologo sottoporrà la paziente a controlli periodici che comprenderanno visite mediche, esami strumentali (ecografia mammaria e mammografia bilaterali) e analisi di laboratorio.

Per i primi 2 anni dopo l’intervento è consigliabile una visita ogni 3-6 mesi, nei successivi 3 anni ogni 6-12 mesi, dopo 5 anni è sufficiente una visita annuale.

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Le informazioni contenute in questa pagina sono solo a scopo informativo e non possono assolutamente sostituire il parere del medico.


Autore: Dr. Marco Cantele

Bibliografia

Lieto E, Auricchio A, Erario S, Sorbo GD, Cardella F. Subcutaneous Quadrantectomy Is a Safe Procedure in Management of Early-Stage Breast Cancer. Front Surg. 2022 Apr 15;9:829975. doi: 10.3389/fsurg.2022.829975. PMID: 35495747; PMCID: PMC9051078.

Ultima modifica 1 Agosto 2023